
ANTENNE TV E DTT:
LA REVISIONE DEGLI IMPIANTI CENTRALIZZATI
L’“impianto centralizzato d’antenna” identifica l’impianto condominiale per la ricezione, l’elaborazione e la distribuzione dei segnali televisivi. Per analizzarlo e individuare se e quali problemi ci possono essere nella ricezione dei vari canali, è indispensabile considerare separatamente le tre parti fondamentali che compongono l’impianto: -parte aerea; -terminale di testa; -rete di distribuzione.
La parte aerea di un impianto d’antenna è costituita da alcune antenne riceventi “puntate” in varie direzioni. Per la corretta ricezione dei nuovi canali digitali sono necessari interventi alla parte aerea solo nei casi in cui:
· non ci sono antenne in grado di ricevere la frequenza del nuovo canale digitale.
· non ci sono antenne puntate verso la direzione da cui viene trasmesso il nuovo canale digitale terrestre.
Il terminale di testa (centralino) è la parte dell’impianto che consente di amplificare il segnale, in modo da ricevere un segnale sufficiente in ogni punto presa dell’impianto, volendo utilizzare più apparecchi e/o dovendo “servire” più punti (prese TV) dove collegare eventuali televisori e/o Set-Top-Box, dato che il semplice segnale radio-elettrico captato dall’antenna è, generalmente, sufficiente per essere “utilizzato” da un solo ricevitore televisivo.
Il terminale di testa può essere a larga banda, modulare o misto.
Per ricevere correttamente il DTT saranno necessari interventi nel terminale di testa a larga banda (tipico delle case singole e dei piccoli condomini) costituito da amplificatori a larga banda, cioè in grado di amplificare contemporaneamente tutti i canali che compongono una banda, quando:
· la nuova frequenza non rientra nella gamma di frequenze amplificate dal centralino;
· l’antenna attraverso cui arriva il nuovo canale digitale, non è collegata all’ingresso del centralino che consenta l’amplificazione anche della nuova frequenza.
Per ricevere il DTT in impianti con il Terminale di testa “modulare” (tipico dei condomini), costituito da filtri di canale, amplificatori di canale ed altro, saranno necessari interventi se:
· non è già presente un modulo specifico per il nuovo canale.
· il modulo presente non è a “taratura larga” (cioè consenta il passaggio “completo” del nuovo canale digitale).
Si tratterà quindi di:
· “aggiungere” nuovi moduli per le frequenze dei nuovi MUX digitali che si vorranno ricevere (la stessa operazione necessaria in passato per “aggiungere” nuovi canali analogici, con la sola differenza che i moduli dovranno essere “idonei” al digitale).
· Verifica dell’alimentatore che dovrà essere idoneo a fornire la maggiore energia necessaria.
· Verifica della compatibilità della nuova frequenza con le frequenze dei canali analogici già presenti.
· Inserimento di eventuali convertitori per i canali analogici incompatibili con il nuovo canale digitale.
Per quanto riguarda infine i terminali di testa “misti”, costituiti da centralini con una parte di moduli di canale ed una parte di moduli a larga banda, valgono entrambe le valutazioni dei due casi precedenti.
La terza parte dell’impianto d’antenna costituita dalla rete di distribuzione.
Per ricevere il Digitale terrestre non servono interventi alla rete di distribuzione se l’impianto è fatto bene, rispettando la regola dell’arte che si può identificare con le Norme CEI la cui interpretazione si trova nella Guida CEI 100-7. Un criterio empirico per valutare le condizioni della rete di distribuzione è quello di verificare se le immagini televisive analogiche ed i segnali televideo, si ricevono bene in tutti i punti presa TV dell’impianto. Purtroppo capita spesso che nell’ambito di un condominio ci siano differenze notevoli tra due punti presa TV di appartamenti diversi, ma anche dello stesso appartamento. L’eventuale necessità di interventi alla rete di distribuzione non può essere considerata “intervento per ricevere il digitale terrestre”, ma semplicemente interventi per adeguare la rete di distribuzione alla regola d’arte.
La TELMAR offre un servizio di preventivo gratuito preferibilmente presso l'immobile e quindi a seguito di un indagine tecnica delle apparecchiature esistenti, livello dei segnali ricevuti ecc.


